3 FEBBRAIO 2027 ORE 21,30 AL 3 FEBBRAIO 2027
Prezzo Intero : 22,00
Prezzo Ridotto : 20,00
3 FEBBRAIO 2027 ORE 21,30 AL 3 FEBBRAIO 2027
Prezzo Intero : 22,00
Prezzo Ridotto : 20,00
Mercoledì 3 febbraio 2027, ore 21:30
PAOLO HENDEL
TERZO TEMPO
Liberamente Ispirato All’omonimo romanzo ed. Bompiani
Drammaturgia Lidia Ravera e Emanuela Giordano
Con Lucia Vasini, Paolo Hendel, Viola Lucio, Marco Mavaracchio
Scene Stefano Zullo
Costumi Realizzati da Simona Dondoni – Sartoria del Teatro Franco Parenti
Musiche Tommaso di Giulio e Leonardo Ceccarelli
Produzione Teatro Franco Parenti
In coproduzione con Agidi
In collaborazione con Il Festival Teatrale Di Borgio Verezzi
regia e luci Emanuela Giordano
Dopo i sessanta tutto può succedere. Soprattutto se sei sposato con Costanza.
Domenico e Costanza, marito e moglie “separati ma vicini”, affrontano con spirito opposto il passaggio alla grande età: lei, impulsiva e visionaria, vuole trasformarlo nel tempo più prezioso della vita; lui, più posato e ironico, cerca di starle dietro, tra slanci vitali e colpi di scena. In un gioco comico e affettuoso di ribaltamenti, i due mettono in discussione convenzioni, ruoli e certezze, sostenuti da un figlio incredulo e una giovane spettatrice partecipe.
Un’esplosione di battute e umanità, dove l’umorismo non banalizza ma illumina. Non la solita storia di una coppia borghese in crisi, ma un inno disarmato e ironico all’arte di invecchiare con desideri intatti e lo sguardo rivolto avanti. A interpretare questa coppia affatto convenzionale, due fuoriclasse del teatro comico italiano, Lucia Vasini e Paolo Hendel, qui diretti da Emanuela Giordano.
Dal romanzo di Lidia Ravera, una commedia tenera e spiazzante sul tempo che resta e quello che si decide di farne, su ciò che si può ancora rimettere in circolo quando sembrerebbe tardi: energie, affetti, desideri, ostinazioni. Le battute arrivano di traverso e da una malinconia vitale, affidata a interpreti capaci di tenere insieme ironia e fragilità, poesia e goffaggine e di restituirci personaggi profondamente umani, contraddittori, riconoscibili.
Un invito a guardare la vecchiaia non come un epilogo ordinato, ma come uno spazio ancora aperto, instabile e sorprendente, da abitare con coraggio.
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